19/6/09 - L'EX LUCA GIUSTO: "PER L'ALPO ADIGE QUESTA E' LA SERIE A"

Alla festa della promozione dell'Alpo Adige, abbiamo trovato anche un giocatore del Cavaion. Che gioisce insieme ai gialloverdi. Sentiamo perchè:

“Sono Luca Giusto, un onesto centrocampista che ha militato nelle file gialloverdi per un paio di stagioni. Certo, sono stato una meteora rispetto ai 53 anni di storia di questa società, ma io ricordo sempre bene il ”Piccolo Brasile” - così lo chiamavano -, in onore ai suoi colori giallo e verde, che tanto ricordavano la Nazionale Carioca”.

Che giocatore è Luca Giusto?

“Non mi reputo un giocatore di lungo corso: vado per i 26 anni, e, quando venni qui la prima volta per la mia prima esperienza in categoria, ne avevo 20; eppure, me la ricordo come fosse ieri… Arrivavo dalle giovanili dell’Arbizzano, conscio che, nonostante qualche buona apparizione in Prima categoria, lì di spazio ne avrei avuto ben poco.
Qui tutti mi accolsero a braccia aperte, da mister Enzo Barlottini - con il quale ebbi colloquio la prima sera - al capitano storico Christian Albertini, che, assieme a Carletto Adami, furono i primi a venirmi incontro, per presentarmi alla squadra e farmi ambientare”.

Come mai dalla Valpolicella fino a qui?

“In effetti, non fu facile per me: la distanza da Valgatara al campo era di 27 km, e, quando arrivai, mi trovai in mezzo a frutteti e nebbia. “Dove sono finito?” mi chiesi? Ma, fu solo un attimo. Conobbi la dirigenza e mi trovai da subito bene, tanto da vivere due stagioni con l'Alpo Adige Bitumi".

Cosa ti è rimasto di questa squadra?

“Mi piaceva la sua semplicità, la sua passione pura per il calcio: quello vero; e sai una cosa? Mi piace constatare che tutto è rimasto come allora. E' per questo che sono venuto a festeggiare la promozione con i ragazzi; ci sono molti dei miei ex compagni e dirigenti. Tutti si ricordavano di me; mi hanno accolto, salutato, offerto da bere…mi sembrava di essere tornato indietro di 5 anni. Tutto uguale, o meglio, quasi. Sì, perché il mio caro Alpo lo ritrovo con qualche anno di più, e, soprattutto, con una categoria conquistata meritatamente sul campo”.

"Questo è un Alpo" continua Giusto "non più vecchio, ma…più maturo, più cresciuto. Eh, sì; lasciatelo dire con affetto da uno che in confronto è un bimbo: eh, sì, sei cresciuto, mio caro Alpo!
Fa un certo effetto veder festeggiare la promozione nello stesso bar in cui nel 2005 festeggiammo quella sudatissima salvezza, prima all’ultima giornata, e, poi, nel doppio confronto-play out col Raldon. Nel match decisivo del ritorno ero pure capitano.
Quanti altri ricordi...
Quel fumogeno, impugnato oggi da capitan “Lellu” Bertuzzi, mi riporta con la mente al mio primo derby giocato con questa maglia contro i rivali del Club; la storia e la tradizione del paese in gialloverde, contro la novità dei rossoneri nati nel '98. Sugli spalti fumogeni di entrambe le squadre coloravano l’aria. Non esagero; sembrava di essere allo stadio. Per la cronaca, vincemmo 4-0. Partii dalla panchina, ma effettuai 2 assist, e, soprattutto da quella volta, mi conquistai il posto da titolare”.

Quello stesso Alpo Club '98, che quest’anno cede il testimone in Prima categoria, vista la sua contemporanea retrocessione?

“Bisogna ammettere che, sotto sotto, ai gialloverdi fa piacere; in fondo, un po’ di sana rivalità sportiva non guasta, e nei “nostri” derby c’è sempre stata, senza però mai sfociare in episodi esagerati. Così dev’essere il calcio: pulito, leale, spinto dalla passione. E, l'Alpo, la sua gente, la sua società, i suoi giocatori me ne hanno dato un valido esempio; per questo, sono molto felice che siano stati promossi per la seconda volta in quella che è un po’ la loro serie A. Se lo meritano, e continuerò a seguirli e a tifare per la loro squadra, come se fosse ancora un po’ mia… In fondo, una piccola parte di merito me la prendo anch’io, visto che ero in campo quando ci siamo salvati dalla retrocessione in Terza.
Tutti insieme, una bella squadra, ma, soprattutto un bel gruppo: lo stesso che ho rivisto festeggiare oggi, ed era un po’ come rivedere un amico dopo qualche anno. Fa sempre piacere rivederlo in forma, felice e cresciuto. Eh, sì...sei cresciuto, mio “Piccolo Brasile”, e Ti auguro ogni bene!".

La redazione di www.pianeta-calcio.it 19 giugno 2009